Città di Polizzi Generosa

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Monumenti e beni artistici

La posizione estremamente favorevole, nel cuore delle Madonie ed al centro di due importanti regie trazzere di collegamento, ha da sempre reso Polizzi Generosa ambito luogo di insediamento da parte dei popoli che si sono succeduti nel suo territorio. 
Inoltre il fatto di essere stata una città demaniale, e quindi di godere di particolari privilegi, ha attirato numerose famiglie nobiliari provenienti da tutta Italia.
Ed è per questi motivi che oggi il paese, nonostante sia un piccolo centro, vanta un patrimonio artistico davvero ricco ed invidiabile che si scopre agli occhi dei visitatori in tutta il suo splendore. 

 

Itinerario consigliato:

 

 

1. Chiesa del Carmine
2. Palazzo Gagliardo
3. Chiesa di S.Maria delle Grazie
4. Chiesa di S.Nicolò de Franchis
5. Chiesa di S.Margherita o "Badia Vecchia"
6. Chiesa dell’Annunziata
7. Museo Ambientalistico Madonita M.A.M.
8. Ruderi del Castello
9. Auditorium S.Francesco
10. Chiesa Madre, S.Maria Assunta
11. Chiesa di S.Gandolfo La Povera
12. Chiesa di S.Girolamo
13. Civico Museo Archeologico
14. Palazzo Comunale ex convento del Gesuiti
15. Palazzo Carpinello
16. Chiesa di S.Pancrazio
17. Chiesa dell'Udienza
18. Chiesa di S.Maria Lo Piano
19. Chiesa della SS.Trinità

20. Oratorio della Compagnia del SS.Rosario

21. Chiesa di S.Antonio Abate

22. Chiesa di S.Maria della Porta o degli Schiavi
23. Chiesa di S.Orsola
24. Ruderi della Chiesa della Commenda
25. Chiesa di S.Caterina o della "Batiula"


Il tessuto urbano, che ha conservato nei secoli le sue caratteristiche, è ancora leggibile attraverso la molteplicità degli isolati piccoli e regolari oppure ampi come nel caso di quelli posti nelle vicinanze del Castello, delle vie concentriche attorno alla Chiesa di S.Pancrazio (16) e dei tanti vicoli ciechi.
Passeggiare all'interno di questi ultimi significa entrare in contatto con il passato, con la storia ed il mistero di questi luoghi che avvolgono questo piccolo, ma prezioso, centro urbano. Gli edifici sono pietre che raccontano gli eventi, i popoli che vi hanno soggiornato e nel percorso è affascinante imbattersi in chiese e palazzi ricchi di elementi decorativi di degno interesse. Camminando attraverso queste "pietre" si ritrova il piacere della scoperta, la conquista che passo dopo passo svela una realtà seducente tipica proprio di questo ridente paese.


Chiesa del Carmine

L'itinerario che consigliamo inizia dalla villetta comunale di piazza Matteotti, proprio all'ingresso orientale del paese e al di fuori delle vecchie mura che proteggevano l'antica cittadina. Qui, attorniata da un suggestivo paesaggio, troviamo la Chiesa del Carmine (1) ed il convento ad esso adiacente, che appartennero prima del 1549 all'ordine dei Domenicani e dal 1549 al 1866 ospitarono i padri Carmelitani.
In seguito alla soppressione delle corporazioni religiose, il convento venne definitivamente chiuso ed adibito ad edificio scolastico.
L'attuale facciata, del 1888, presenta un portale in pietra squadrata chiuso da un timpano, mentre alla sua destra si innalza un campanile, anch'esso in pietra, con archi a tutto sesto e pinnacoli a punta di diamante.
La chiesa è ad unica navata impreziosita da decori in oro lungo tutto il suo perimetro.
Tra le opere al suo interno spiccano il SS.Crocifisso ligneo e l'Ecce Homo, entrambe attribuite allo scultore Francesco Gallusca, della scuola di Frate Umile Pintorno da Petrolio. Sempre in legno policromo è la scultura della seconda metà del XVIII secolo, che domina l'altare barocco, realizzata da Filippo Quattrocchi e raffigurante la Madonna del Carmelo. La chiesa custodisce inoltre una pregevole tela della Madonna del Carmine, realizzata nel 1541 dal pittore spagnolo Johannes de Matta.

 

 Palazzo Gagliardo


Percorrendo la via Borgese, dalla quale è possibile godere l'ampia vallata sottostante, è possibile visitare la Collezione Rampolla dove sono esposte antiche apparecchiature elettriche risalenti al periodo compreso tra il 1895 ed il 1960 circa. Giunti a piazza Umberto I si imbocca, sulla sinistra, la via Cardinale Mariano Rampolla dove troviamo sulla destra, prendendo per via Carlo V, l'imponente Palazzo Gagliardo (2). L'edificio, costruito dalla famiglia La Farina nel XVI secolo, è caratterizzato dagli elementi tipici del periodo manierista maturo al quale risale: l'elegante e maestoso portale, realizzato in pietra arenaria locale, riccamente decorato con preziosi intagli e gli imponenti cantonali decorati con il bugnato.

 

Chiesa di Santa Maria delle Grazie o Badia Nuova Custodia lignea a forma piramidale


Continuando nella stessa direzione raggiungiamo la Chiesa di Santa Maria delle Grazie (3) detta "Badia Nuova", con l'annesso Monastero benedettino, edificati nel 1499 per volere della nobile famiglia Signorino, che voleva così dimostrare il proprio potere e rimediare all'affronto subito dalla sorella Scolastica per non essere stata eletta "abbadessa" della Badia Vecchia.
Alla fine del Settecento, la chiesa subì delle consistenti modifiche come testimonia la targa sopra il portale in pietra squadrata nel prospetto principale caratterizzato, nella parte superiore, dalla presenza di finestre chiuse da inferriate in ferro battuto, mentre superiormente termina con un timpano triangolare e un antico campanile a torretta suddiviso da tre aperture con archi a tutto sesto con modanature.
Il portole della facciata laterale, sempre realizzato in pietra squadrata, si presenta a tutto sesto racchiuso ai Iati da resti di capitelli. Internamente l'impianto planimetrico è ad unica navata e al di sopra dell'entrata principale si trova il coro delle monache benedettine, caratterizzato dalla ricca cancellata in ferro battuto con motivi floreali.
Tra le opere custodite al suo interno va ricordata la pregevole custodia lignea scolpita nel 1697 dallo scultore polizzario Pietro Bencivinni e la tela attribuita a Gaspare Bazzano, meglio conosciuto insieme al Salerno come Zoppo di Gangi, raffigurante "I quattro Arcangeli".

 

Chiesa di San Nicolò De Franchis


Superata Piazza Medici sulla destra troviamo la Chiesa di San Nicolò De Franchis (4), tra le più antiche presenti a Polizzi Generosa, basti pensare che la sua costruzione risale al 1167, quando venne edificata per volere di Pietro di Tolosa, insieme all'annesso ospedale al servizio dei poveri.
Questa chiesa fu un importante centro spirituale della comunità Latina.
Successivamente alla morte del frate S.Gandolfo da Rinasco, nel 1260, l'edificio subì delle modifiche per la realizzazione di una cappella da dedicare al Santo Protettore di Polizzi. All'interno della chiesa è conservata una tela che raffigura la Madonna con il Bambino, risalente al Settecento.

 

Chiesa di Santa Margherita o Badia Vecchia


Pochi passi più avanti, troviamo l'antico Monastero di Santa Margherita o "Badia Vecchia", (5) realizzato nel XV secolo, quando le monache benedettine abbandonarono il precedente monastero costruito nel borgo di Samperi e si trasferirono all'interno del paese.
La chiesa rifatta nel 1660, fu modificata nel Settecento ed agli inizi dell'Ottocento, come testimoniano gli stucchi dorati e le decorazioni neoclassiche.
La facciata principale è ritmata dal portole con arco a tutto sesto, sormontato da uno stemma, e da tre finestre, entrambi realizzati in pietra squadrata.
L'interno ad unica navata presenta all'ingresso un coro, sostenuto da due colonne in stile dorico, delimitato da una ricca grata in ferro battuto con eleganti motivi floreali e preziosi stolli lignei settecenteschi.
Sull'altare maggiore è collocata lo tela raffigurante la Trasfigurazione.
Altrettanto preziose sono la statua in marmo di S.Margherita, attribuita a Domenico Gagini e alla sua bottega, scolpita alla fine del XV secolo ed il dipinto di S.Benedetto in trono tra i SS.Mauro e Placido, eseguito da Giuseppe Salerno, nel 1611. Le preziose mattonelle maiolicate, che costituivano la pavimentazione, sono ancora visibili nel lato destro in fondo all'altare ed a sinistra poco prima della sacrestia.
Il monastero fu completamente distrutto agli inizi del 1950, ed al suo posto fu costruito un edificio scolastico.

Chiesa dei Cappuccinio dell'Annunziata


Accanto alla "Badia Vecchia" sorgeva la Chiesa dell'Annunziata (6), annessa al convento dei Cappuccini, di cui purtroppo oggi rimangono solo i muri perimetrali.


Si procede per il vicolo Cappuccini fino a raggiungere via Gagliardo e piazza Castello, dove troviamo i ruderi dell'antico Castello (8) esistente già nel periodo Bizantino, ampliato e fortificato da Ruggero il Normanno a difesa del centro abitato.
Il nucleo abitativo poteva essere raggiunto tramite due differenti porte: quella della Madonna della Porta, che conduce in direzione di Termini, e di Porta Grande, che si apre, costeggiando i monti, verso Messina.
Il Castello rimase in buono stato fino alla metà del 1800, quando venne abbandonato e lentamente demolito. Le sue pietre furono in parte anche riutilizzate per i rifacimenti effettuati nella Chiesa Madre ed in altri palazzi signorili del paese.
Adiacente al Castello sono ancora visibili anche i ruderi di un'antica chiesa risalente al XV secolo.


Il Museo Ambientalistico Madonita (M.A.M.) (7) ha sede all'interno dell'antico Palazzo Notarbartolo, costruito su di una parte perimetrale del Castello.
Dal 1990, si ispira ad una moderna didattica museale, tanto da poter essere considerato espressione di museo educativo in cui sia possibile apprendere ed essere stimolati ed incuriositi. Il M.A.M. può essere ritenuto un valido strumento di promozione di programmi di educazione naturalistica e di conoscenza del territorio madonita, con la finalità di educare ad un uso sostenibile di queste aree attraverso una crescita culturale generalizzata e lo sviluppo di una mentalità ecologica.
In virtù della volontà di creare un importante punto di riferimento per lo studio scientifico del territorio del Parco delle Madonie, l'innovazione proposta dal M.A.M. è quella di ricreare, con estrema fedeltà, dei veri e propri spaccati di ambienti naturali con esemplari della ricchissima fauna siciliana e madonita in particolare, per far conoscere ed evidenziare maggiormente il sistema di relazioni presente nella natura e la sua importanza per l'uomo.

 

Chiesa di San Francesco oggi Auditorium Comunale


Incamminandoci verso via Roma vediamo subito la Chiesa di San Francesco, fondata intorno al 1300, anche se tale data non può essere stabilita con assoluta certezza. Annesso alla chiesa vi era un Convento, che potè godere prima delle consistenti donazioni fatte dalla regina Elisabetta e dal figlio Ludovico nel periodo in cui dimorarono a Polizzi e successivamente, nel XV secolo, della generosità della regina Bianca di Navarra, che ingrandì la chiesa facendola diventare il più importante centro spirituale del paese madonita. In occasione di recenti restauri sono emerse le antiche strutture tardo-gotiche.
La chiesa subì nuovi rifacimenti agli inizi dell'Ottocento ed oggi la sua struttura è destinata ad ospitare un auditorium comunale (9), oltre ad essere sede di mostre e convegni.

 

Chiesa Madre titolata a Maria SS. Assunta

 

Portale di San Cristoforo

 

Scendendo per via Roma cominciamo a scorgere la Chiesa Madre (10), dedicata a S.Maria Assunta, comunemente detta S.Maria Maggiore, che sicuramente costituisce l'edificio religioso principale del paese.
L'anno della sua fondazione resta sconosciuto, anche se gli storici ritengono che essa possa risalire alla metà del XI secolo, epoca normanna, e che successivamente fosse stata ampliata dalla Contessa Adelasia, Signora di Polizzi e nipote del re Ruggero.
La chiesa che fu rimaneggiata a partire dal XIV e fino al 1877, presenta ancora elementi che risalgono alla struttura originaria, visibili sul lato destro, dove è collocato il portale gotico-chiaramontano e due pregevoli finestre ogivali.
L'esterno si presenta in tutta la sua bellezza e maestosità caratterizzata dal portale già citato, dall'ampia scalinata d'accesso e dai possenti campanili angolari.
All'interno sono custodite numerose opere di grande pregio, tra le quali spicca un quattrocentesco trittico fiammingo attribuito a Rogier Van der Weyden che raffigura la Vergine con il Bambino.
Un altro trittico molto importante è quello detto "della Visitazione", realizzato nel 1519 da Johannes de Matta. Sull'altare maggiore è ubicata la statua della Vergine del 1508, realizzata da Giuliano Mancino, che faceva in origine parte di un polittico che fu successivamente smontato e di conseguenza disperso. Di rilievo sono anche le opere di scuola gaginesca e di artisti come Giuseppe Salerno, Bartolomeo Berrettaro, Francesco del Mostro e Filippo Quattrocchi.
Nella cappella di San Gandolfo si conserva parte del quattrocentesco sarcofago in marmo realizzato da Domenico Gagini per conservare le spoglie del Santo patrono di Polizzi oggi collocate nella spettacolare urna d'argento. Questa è conservata all'interno del Tesoro, dove è anche custodito un prezioso ostensorio d'argento di Nibilius Gagini del 1586. Va inoltre ricordato il pregevole organo settecentesco.

 

Chiesa S. Gandolfo La Povera Il Patrocinio di San Gandolfo - particolare


Accanto alla Chiesa Madre si trova la Chiesa di San Gandolfo la Povera (11), che ospitava la confraternita di San Gandolfo. La costruzione fu edificata nel 1622 prendendo il posto dell'ospedale di Santa Cecilia. Dal 1786 al 1912 fece parte dell'Orfanotrofio gestito dalle Collegine del Collegio di Maria, successivamente ceduto alle Francescane Missionarie del Bambin Gesù dal 1913 al 1992.
Esternamente presenta un prospetto a capanna, un campanile angolare e un portale sapientemente incorniciato da elementi decorativi.
L'interno ad unica navata presenta nella parte superiore dell'ingresso un soppalco destinato al coro, ripartito da tre archi. Tra le opere custodite all'interno della chiesa va ricordata la preziosa tela realizzata nel 1620 da Giuseppe Salerno, raffigurante S.Gandolfo protettore di Polizzi.
Del tutto insolita è la presenza del committente, il nobile Don Giuseppe Guarnuto, rivolto in preghiera verso il Santo, mentre sullo sfondo è chiaramente identificabile la città di Polizzi Generosa. Altrettanto pregiato è la tela cinquecentesca, attibuita a J.De Matta, raffigurante scene di vita di San Gandolfo. All'interno della chiesa è anche custodito il quadro dell'Immacolata Concezione e angeli di Donato Creti, opera realizzata nella prima metà del Settecento e proveniente dalla Chiesa di San Francesco.

 

Chiesa di San Girolamo Conchiglia con San Girolamo


Ritornando in piazza Umberto I percorriamo la via Garibaldi, arteria principale del tessuto urbano di Polizzi, fino a raggiungere la Chiesa di San Girolamo (12) e l'annesso Collegio dei Gesuiti che furono costruiti tra il 1681 ed il 1730, a spese di Fra' Girolamo Mistretta, su progetto di Fra' Angelo Italia. La chiesa venne successivamente sconsacrata e poi riaperta al culto nel 1992.
L'imponente costruzione del Collegio dei Gesuiti occupa un intero isolato e fu l'unica sede in tutto il territorio dell'Ordine dei Gesuiti, giunti in paese prima del 1570, dietro l'invito di alcune famiglie nobili, affinché si occupassero dell'educazione dei propri figli.
Quando gli ordini religiosi vennero soppressi, nel 1866, l'edificio divenne sede del Comune, della Pretura e della Biblioteca.
Nel prospetto principale della chiesa spicca il portale barocco, nel quale sono stati intagliati i volti di putti, papi e santi, mentre una fascia fa da marcapiano e divide in due il perimetro della chiesa. Nella parte centrale della copertura svetta la cupola di forma ottagonale.
Tra le opere conservate al suo interno citiamo la scultura in legno policromo dell'Immacolata Concezione, di ignoto scultore della fine del XVIII secolo e la cinquecentesca statua in marmo della Madonna con il Bambino di Giandomenico Gagini. Preziose anche le tele del XVII secolo di Giuseppe Salerno: Il martirio di S.Stefano", "La Madonna del Rosario" e "La Sacra Famiglia".

All'interno dell'ex convento dei Gesuiti è ospitata la Biblioteca Comunale Lancia di Brolo, inaugurata nel 1893 con i libri donati dal Duca Federico Lancia di Brolo, ed arricchita negli anni di migliaia di testi. Trai quasi 40.000 volumi custoditi al suo interno vanno ricordati gli incunaboli, le cinquecentine, le seicentine ed i tanti manoscritti. Il palazzo comunale diverrà presto anche sede del Museo del Costume e di quello del Giocattolo.

 

Palazzo Comunale ex Convento dei Gesuiti


Adiacente alla chiesa di San Girolamo è il Palazzo Comunale, ex convento dei Gesuiti (14), dove nel cortile interno sono stati rinvenuti importanti resti archeologici risalenti al periodo ellenistico. Tale edificio ospita anche la sede del Museo Civico Archeologico (13).

 

 

Palazzo Carpinello


Riprendendo via Garibaldi imbocchiamo sulla destra l'ampia scalinata che ci conduce a piazza Carpinello dove prospetta l'omonimo palazzo. L'edificio a due elevazioni presenta una lunga facciata, caratterizzata dalle antiche meridiane, poste ai lati del balcone centrale sovrastante il portone principale.
Il Palazzo Carpinello (15) fu sede della Regia Secrezia, la quale gestiva il potere finanziario delle città demaniali, e successivamente divenne l'abitazione dei baroni Gagliardo di Carpinello.

 

Chiesa di San Pancrazio


Percorriamo a destra la via Donna Violante fino a raggiungere la Chiesa di San Pancrazio (16) di cui si ignora l'anno di fondazione, anche se è giunta testimonianza del fatto che fu capo di Capitanea e di quartiere già alla fine del XII secolo.
La chiesa ospita dal 1598 l'omonima Confraternita, e custodisce al suo interno la tela realizzata da Giuseppe Salerno, che raffigura S.Pancrazio vescovo di Taormina e la Vergine che intercedono presso la Trinità per le Anime del Purgatorio.
Adiacente alla chiesa si trova la fortezza della Torre Di Leo, acquistata nel 1240 dall'omonima famiglia. Essa, conosciuta anche come Torre di S.Pancrazio, faceva parte dell'apparato difensivo di Polizzi, insieme al Castello, al Castellazzo, alla Torre Errante e a quella dei Cervi.

 

Chiesa Maria SS. dell’Udienza


Ritornando in via Garibaldi incrociamo la via Udienza, dove prospetta l'omonima Chiesa dell'Udienza (17) risalente al XII secolo e costruita per volere della Contessa Adelasia per segnare il confine dalla Capitanea bizantina.
Va infatti detto che il paese era suddiviso in Capitanee a causa delle varie dominazioni che vi si sono succedute. La chiesa inizialmente era intitolata a S.Giorgio, mentre l'attuale denominazione le fu data dagli inizi del Settecento.

 

Chiesa Santa Maria Gesù al Piano


Riprendendo la via Garibaldi giungiamo nella vasta e ariosa piazza Trinità su cui prospetta la Chiesa di Santa Maria Gesù Lo Piano (18) del 1300, ed inizialmente consacrata a S.Maria del Soccorso. Fu detta del "Piano" perché sorgeva sul piano della Trinità, mentre nei primi del Cinquecento la chiesa venne intitolata con il nome di S.Maria della Visitazione per il rappresentativo trittico della visitazione, che ora si trova nella Chiesa Madre, realizzato dal pittore J.De Matta.
La facciata principale è ritmata dal portale e da paraste  entrambi in pietra squadrata, che sorreggono un cornicione, mentre il portole laterale, in stile romanico, presenta un arco a tutto sesto con cantonali in pietra.
Internamente si può ammirare il grande Crocifisso realizzato dalla scuola di Padre Umile da Petrolio e la copertura a capriata con i residui disegni raffiguranti piccoli mostri ed animali. L'altare principale è impreziosito da bassorilievi in oro zecchino su fondo cobalto.

 

Nella stessa piazza, che offre agli occhi dei visitatori incantevo li paesaggi che lasciano intravedere luoghi lontani, troviamo i resti della Chiesa della SS.Trinità dei cavalieri Teutonici (19).

 

Percorrendo adesso la via S.Gagliardotto si giunge a piazza G.A. Borgese sulla quale prospetta ciò che rimane dell'Oratorio della Compagnia del SS.Rosario (20) e tra cui emerge l'antico portale risalente al cinquecento.


Percorrendo adesso la via San Bartolo giungiamo alla Chiesa di S.Antonio Abate (21), originariamente antica moschea araba, e per questo importante ruolo di centro spirituale della comunità musulmana, anche in seguito all'arrivo dei Normanni nel territorio madonita. Il minareto venne distrutto durante la dominazione Angioina e successivamente fu ricostruito dagli Aragonesi.
La trasformazione in chiesa cristiana risale al 1631. Secondo una tipologia che accomuna molte chiese dei paesi delle Madonie, la sommità della chiesa di S.Antonio Abate era decorata da una guglia maiolicata distrutta nel Settecento da un fulmine.
I lavori di restauro furono effettuati dai confrati nel 1772. L'interno della chiesa è impreziosito dalla tela di S.Domenico e di S.Biagio realizzate da artisti appartenenti alla scuola dello Zoppo di Gangi.

 

Chiesa Santa Maria della Porta o degli Schiavi

 

Procedendo per via Vinciguerra imbocchiamo la via Discesa degli schiavi fino a raggiungere la Chiesa di Santa Maria della Porta o degli Schiavi (22), eretta intorno al XVI secolo ed anticamente intitolata a S.Giovannino.
L'attuale nome le fu dato nel 1672, quando la Confraternita di S.Maria degli Schiavi, vi si trasferì dalla chiesa ormai in rovina del Piano della Guardiola.
Il prospetto principale è caratterizzato dal portale con arco a tutto sesto, e da un campanile con piedritti in pietra, mentre
l'interno, ad aula rettangolare, è coperto da copriate lignee. La cappella dell'altare principale custodisce l'olio su tela di Giuseppe Salerno del 1620, che raffigura 1l ritorno della Sacra Famiglia dall'Egitto".

 

Chiesa di Sant’Orsola 

 

Continuando a percorrere la strada nella stessa direzione, raggiungiamo via Notar Nicchi e girando a destra troviamo lateralmente il prospetto della Chiesa di Sant'Orsola (23). Edificata nel 1386, con il titolo di Chiesa di S.Maria di Presti Michele fu successivamente ampliata nel 1590. Nel 1622 fu eretta a Chiesa Parrocchiale. 1 due ingressi si differenziano per i portali che riprendono le caratteristiche di stili differenti, quello principale è in pietra arenaria lavorata con motivi geometrici tipici dello stile rinascimentale, mentre quello nel lato sud presenta archi a sesto acuto di stile gotico. L'interno, che si presenta ad unica navata, custodisce la statua lignea di Sant'Orsola dei primi del Cinquecento, realizzata da un ignoto scultore locale, e decorata dal pittore J. De Matta.
Gli altari laterali di sinistra sono arricchiti dalle statue della Madonna del Rosario con S.Domenico, risalenti al 1781 ad opera dello scultore di Gangi Filippo Quattrocchi, mentre sull'altare maggiore troneggia il seicentesco quadro dell'Immacolata Concezione di Fra' Antonio da Conversano. La Vergine è raffigurata al centro di un coro di angeli musicanti, in modo da sovrastare l'idra dalle sette teste, che simboleggia il male ed i peccati terreni.

 

Chiesa della Commenda


Percorrendo sempre la via Notar Nicchi si giunge in piazza G.B. Caruso, dalla quale è possibile intravedere la prima costruzione edificata fuori le mura della città in contrada S.Peri, cioè la Chiesa della Commenda (24), risalente al 1177, opera di Ruggero D'Aquila.
La chiesa, proprietà dell'Ordine Sovrano Militare di Malta, aveva il compito di proteggere i pellegrini e dare assistenza agli ammalati.
Oggi purtroppo rimangono soltanto pochi ruderi di quella che in passato fu invece la più ricca delle Commende presenti in tutto il territorio siciliano e che dipendevano dal Priorato di Messina.
Per questa ragione fu detta Camera Magistrale, in quanto dipendeva direttamente dal Gran Maestro.

 

Chiesa  Santa Caterina o Batiula


Ritornando sulla via Vinciguerra e percorrendo parte della via Dogana sulla sinistra troviamo la Chiesa di Santa Caterina (25) comunemente detta "Batiula", cioè piccola Badia, di cui si ignora l'anno di fondazione.
Dal 1897 la chiesa ospita l'antica Confraternita di S.Maria del Castello, che dovette abbandonare l'omonima chiesa perché interdetta dal vescovo in quanto non più agibile.
La Batiula conserva due notevoli statue lignee policrome, realizzate da intagliatori locali, che riproducono: S.Rocco, patrono degli appestati (1576) e S.Giovanni Battista (XVI secolo). Risalendo per via San Domenico si ritorna a piazza Gramsci da cui è possibile rifare il percorso a ritroso per visitare i numerosi centri di culto nei dintorni del paese, tra i quali va menzionato l'Eremo di San Gandolfo, situato sull'omonima contro-do ai piedi del colle su cui sorge il paese di Polizzi Generosa. La costruzione più antica risaliva al 1260, anno in cui Frate Gandolfo da Rinasco vi soggiornò prima di arrivare a Polizzi. Una frana ridusse l'Eremo in macerie nel 1600 e l'odierna costruzione risale al 1621.
Oggi l'Eremo di San Gandolfo è un importante luogo di culto per tutto il paese, e costituisce la meta del pellegrinaggio, a cui numerosi devoti del Santo Patrono partecipano il settimo mercoledì dopo la Pasqua.
Da questo luogo è possibile ammirare il suggestivo paesaggio del territorio circostante.

 

Vanno ricordate anche la Chiesa di San Nicola, aperta alle celebrazioni liturgiche durante la ricorrenza del Ferragosto, la Chiesa di San Nicola dei Mulini, risalente al XV secolo e per molti anni centro di culto di quanti erano occupati a svolgere l'attività molitoria, la Chiesa della Pietatella, edificata nel XVIII secolo ed ancora oggi luogo di pellegrinaggio in occasione della festa dell'Assunta e la Chiesa di Santa Maria della Raccolta, la cui costruzione fu resa possibile proprio grazie ai fondi raccolti tra i devoti.